Il bisogno di creare....di cambiare

Alberto Rabitti

Ritornare alla mia vecchia scuola dell’infanzia per tenere un laboratorio di due giorni e ritrovare quello spazio di ippocastani e ghiaia uguale a 25 anni fa, è stato commovente quanto freddo.

Per me, ora impegnato nell’ascolto che i bambini fanno della natura, del loro disfare-travasare-muovere-cambiare le cose, quel giardino, tale e quale ad allora salvo per l’angolo del piccolo orto, ha parlato una voce adulta, solo adulta, che non lascia immaginare i giochi spontanei che i bambini fanno e che soprattutto non vive con loro.

Il mio sguardo che aveva infilato la recinzione della scuola tante volte, dal finestrino della macchina, per cercare quella sabbiera aperta - che oggi ha il profumo di una storia che non c’è più - quella collinetta e il suo tunnel, quella ghiaia… mi aveva sempre dato il segno di una presenza confortante.

Altrettanto, l’entrarci adesso dà il senso dell’immobilità e delle paure che attanagliano la creatività da adulti. Ecco il bisogno di un laboratorio organizzato per gli adulti e diretto da esperti, per introdurre finalmente, 25 anni dopo, una nuova piccola struttura per cuocere pane, pizzette, biscotti con i bambini nelle attività di cucina.

Il mutare giornaliero delle competenze, delle curiosità, delle esperienze dei bambini può diventare lo spirito con cui attraversare la storia del giardino scolastico – anno dopo anno – cambiando, disfacendo, costruendo, rovesciando tutto ciò che di esperienza e di gioco suggerisce, oppure di cui può diventare nuovo contenitore.

La provvisorietà di qualche arredo spontaneo, la complicità delle famiglie per nuovi giochi, la curiosità dell’inserire nuovi materiali disponibili a giochi liberi dei bambini, la semina che crea nuova vita… devono essere l’esperto che viene a scuola per arricchirla, rovesciarla, mescolarne il giardino.

Qui al Cavallino a dondolo tutti i rami di potatura estiva delle strutture di salice, ormai carichi di foglie appassite fin quasi all’inconsistenza, sono diventati un totem-capanna di foglie secche ormai polverose che alcuni bambini insieme a me  e a una educatrice hanno sistemato provvisoriamente tra l’erba ormai umida d’autunno. La prossima potatura foglie non avrà, ma solo rami nudi.

Chissà se anche loro potranno suggerirci qualcosa, magari questa volta senza l’aiuto di alcun esterno.



Scrivi un commento

Nome
Email (non sarà pubblicata)
Testo

Trascrivi il testo che compare nell'immagine