- Forme,colori, odori da scoprire
- Alla scoperta delle terre
- Essere osservatori di qualità
- Parole che sono come un microscopio
- Contenitori di tesori
- Raccogliere: un gesto da bambino
- Parole in libreria
- Se ci mettiamo del latte, diventa una colazione vera...
- Raccontano di noi
- Raccogliere
- Rumori in campagna
- Gesti del quotidiano - racconto con immagini
- Il nostro giardino, guardato da lontano
- L'erba del vicino è sempre più verde
- “Ogni persona che passa nella nostra vita è unica...
- Dalle vacanze, sabbie e terre
- C'é una comoda panchina nuova, al nido
- Educare i bambini con difficoltà uditive insieme agli altri
- In un momento qualunque
- …sFOGLIA la storia…
- Sogni di paperette
- Poesia degli oggetti personali
- Come è bello perdersi nei libri !
- Un nido per comunicare allegramente
- Comunicare con tutti i sensi
- Un progetto architettonico "educante"
- Per raccontare suoni e rumori
- Genitori costruttori di giochi
- Aspettando il camioncino...
- Sembrano tutti uguali, da questa visuale...
- Papà e mamme al secondo incontro
- Seriamente, i genitori giocano, al nido
- Premio nazionale"Infanzia-Piccolo Plauto" al progetto del Nido il cavallino a dondolo
- Il senso di una buca
- Vivere e condividere il nido. La figura paterna al nido.
- Quando "selvaggio" é bello
- Il bisogno di creare....di cambiare
- Un nido d'infanzia "diverso"
- L'inserimento del bambino nel Nido
- Perchè anticipare?
- Comunicare con tutti i sensi
- Il progetto pedagogico del Nido "Il cavallino a dondolo"
- Festa di Primavera
- Diario di una settimana.
- Sorprese dell'inverno
Quando "selvaggio" é bello
Alberto RabittiLe misure di una parte del nostro giardino, dove fiori, alberi da frutto, piante che profumano si toccano tra loro, sono piccole.
Sono molto piccole. Come i passi e le braccia dei nostri bambini. Come le dimensioni di ciò che è già capace di catturarne l’attenzione, senza bisogno di essere molto evidente.
Basta già quel piccolo insetto su una foglia appassita, l’erba spontanea che abbiamo visto oggi nel prato o quel ramo del salice piangente che è finito sotto il piede di uno di noi mentre passavamo.
Questa parte del giardino profuma di selvaggio.
… di evocativo.
Perché il nostro non è ‘il bel giardino’. Vuole vivere spontaneo. Non è nato protetto e irrigidito da distanze tra le piante che sarebbero troppo vuote di esperienze.
Qui, le piante che ‘si danno fastidio tra di loro’ sono una nostra ricchezza.
E magari i nostri alberi potessero avere anche rami lunghi fin dalla loro base. Bassi come i nostri bambini per potersi attaccare con le mani. Per poterci gettare dentro l’erba o la terra o per poterci giocare quasi fosse un labirinto.







