Vivere e condividere il nido. La figura paterna al nido.

“Vivere e condividere il nido”, a cura della Società Dolce, è un contributo di riflessione sui servizi educativi rivolti all’infanzia e sui fenomeni sociali che li interessano.

La Società Dolce ha scelto di creare momenti di riflessione e di confronto e in questo libro riporta il lavoro fatto durante una giornata di incontro sul tema poco trattato dei padri che accompagnano i figli al nido.

Lo scopo di questo lavoro è quello di dare voce ai padri e di ascoltare madri ed educatrici rispetto al ruolo di questi ultimi.

L’inserimento al nido, il distacco dal proprio piccolo, la gioia quando ci si ritrova dopo una giornata di lavoro, sono alcuni dei temi trattati in numerosi testi sull’infanzia, sfogliandoli, però, si ha l’impressione che queste sensazioni siano solo appannaggio delle madri; quando, invece, ci sono anche dei papà che affrontano tutte queste emozioni e che le vivono in modo differente.

Questo progetto, in particolare, si propone di osservare alcuni momenti significativi per gli attori di questa storia, quali: l’accompagnamento al nido, la separazione, i momenti subito precedenti e successivi al ricongiungimento.

Osservare la separazione e il ricongiungimento ha un sapore che richiama la Strange Situation della Ainsworth. Le osservazioni fatte non hanno la pretesa di fare riferimento alla “Teoria dell’attaccamento”,  fare attenzione, però, a questi particolari momenti permette di capire meglio che tipo di rapporto lega il bambino alla figura di riferimento.

Nello studio fatto si osservano diversi aspetti e diverse sono le testimonianze riportate in proposito. In particolare i temi trattati sono:
1)      La Diade osservata durante il momento di separazione, il ricongiungimento e nei momenti immediatamente precedenti e successivi.
2)      Competenze sociali dei bambini, indagate attraverso questionari compilati dalle educatrici.
3)      Percezioni ed emozioni dei padri nei confronti dell’asilo nido, studiate con questionari dati alle madri e ai padri, da compilare separatamente al fine di indagare il proprio vissuto verso il nido, le educatrici e il proprio bimbo in queste particolari situazioni.
4)      Percezioni ed emozioni delle educatrici nei confronti dei padri.

Gli strumenti (questionari e griglie di osservazione) usati nello studio si ritrovano in appendice al libro stesso e permettono al lettore di farsi una idea più concreta del lavoro fatto.

Da questi questionari emergono numerosi dati; alcuni abbastanza prevedibili, come  la conferma, data dai padri, che le difficoltà ad accompagnare i figli al nido con regolarità sono legate agli orari di lavoro. Altri dati sono invece più originali, per esempio,  le educatrici affermano di avere una visione positiva dei padri, questi ultimi, però, si sentono più a disagio nei confronti del nido e delle educatrici stesse, rispetto a quanto riportato dalle madri. Inoltre le educatricie affermano di intervenire maggiormente quando i padri sono in difficoltà, rispetto a quanto succede con le madri; si instaura, infatti un rapporto differente, mentre con le madri c’è una sorta di sostituzione/sovrapposizione, con i padri questo non avviene.

Molto interessante è la testimonianza di un uomo, educatore di nido, che scrive:  “per i genitori, la mia presenza non era neppure pensata rispetto al ruolo di educatore di asilo nido. I primi tempi quando mi vedevano credevano che io fossi un economo o un manutentore. Non era pensabile che un uomo si prendesse cura di bambini piccoli in un ambiente che non fosse quello famigliare.”

Da questo libro emerge quanto sia ancora inusuale, che un padre accompagni il figlio al nido; che si trovi spiazzato, senza riferimenti, in un ambiente tutto al femminile . Il nido, considerando la professionalità maschile, può diventare un punto di confronto anche per i padri che si possono così sentire rappresentati nel loro ruolo e nelle loro funzioni.

L’esperienza viene conclusa con le riflessioni sulla figura maschile del sociologo Mattia Toscani.

Il libro mette in evidenza, tramite la ricerca, che oggi i padri sono sempre più presenti e più vicini all’infanzia, con precise modalità di cura e di gioco caratterizzanti una nuova figura paterna.

Giulia Ambrosetto e Sara Lipparini



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Vivere e condividere il nido

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